Continuando la navigazione nel sito ne autorizzi l'utilizzo dei cookies. Vuoi sapere quali cookie sono utilizzati? Clicca qui per accedere alla cookie policy

CAG Pieve di Bono CAG Pieve di Bono CAG Pieve di Bono CAG Pieve di Bono

CAG Pieve di Bono

Caratteristiche

COMMITTENTE:

Comune di Pieve di Bono - Prezzo

PROGETTO ARCHITETTONICO:

Eng Group srl – Ing. Sandro Tagliaferri, Arch. Michele Bertagnolli, Arch. Michele Buizza

PROGETTO STRUTTURE E IMPIANTI:

Eng Group srl – Ing. Sandro Tagliaferri – Ing. Paolo Armani

DIREZIONE LAVORI:

Eng Group srl – Ing. Sandro Tagliaferri

COORDINAMENTO DELLA SICUREZZA:

Eng Group srl – Ing. Sandro Tagliaferri

IMPRESA ESECUTRICE:

Ediltione spa

DATI DIMENSIONALI:

6150 m3

DATA:

2013 – in corso

CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE DI VALLE

Le considerazioni che hanno suscitato l'esigenza da parte del Comune di Pieve di Bono–Prezzo (TN) di costruire un centro di aggregazione per i giovani, sono derivate dall'esigenza di coniugare la domanda di un luogo, idoneo e significativo alla rappresentazione sociale del mondo giovanile, con la necessità di riconcepire un volume edilizio, all’interno dell’abitato di Creto e al centro della Valle del Chiese, in tutte le possibili accessioni: funzionalità, praticabilità, flessibilità d’uso, qualità e comfort ambientale. La proposta di ENG Group è stata rivolta alla formazione di un centro di aggregazione giovanile con soluzioni architettoniche che si integrano in un contesto di spiccata flessibilità funzionale e gestionale. A prima vista il nuovo complesso edilizio progettato da ENG Group è stato configurato come una giustapposizione di corpi di fabbrica diversamente orientati, ma caratterizzati da una forte unitarietà. L’intera costruzione pare disporsi sull’asse nord-est/sud-ovest. Lungo essa infatti è stato ubicato il corpo a piano terra, che nelle previsioni è stato destinato ad ospitare le funzioni bar-internet point, cucina, pranzo, sale per le attività giovanili. In questo ambito il dialogo con il resto della comunità è stato attribuito ad un porticato che attraversa l’intero corpo e che simbolicamente si viene a configurare come il “percorso” di interiorizzazione della realtà sociale che conduce i giovani al ruolo di membri effettivi della comunità. Il privilegio accordato alla direttrice nord-est/sud-ovest è stato parzialmente contraddetto, al primo piano, dall’orientamento del corpo che “guarda” al castello inteso come simbolo del proprio ambiente e della sua storia e da due corpi che si intersecano a quello principale e che si “affacciano” sull’agglomerato urbano, preannunciando valenze compositive che si chiariscono negli spazi interni. A tale livello hanno trovato collocazione, nelle previsioni, tre sale polivalenti, all’occorrenza trasformabili in unica sala da 202 posti, uno spazio foyer, e spazi funzionali, di supporto organizzativo alle iniziative che si svolgono negli spazi polivalenti. Nel volume interrato sono state previste sale a disposizione dell’amministrazione comunale per l’organizzazione di attività e corso musicali, sale per prove musicali oltre a locali tecnici e locali magazzino/deposito. La tipologia costruttiva dell’edificio rievoca quella antica della dimora retica, che ricorre in molte zone del Trentino: ultimo piano a struttura lignea sovrapposto ad un involucro a struttura portante muraria. Dal punto di vista tecnico il volume edilizio interrato e l’involucro emergente a piano terra sono previsti con struttura in conglomerato cementizio armato; i volumi al secondo livello con telaio strutturale in legno e tamponature in blocchi di fibra vegetale pressata. L’area esterna è stata ridisegnata per ottenere uno spazio unitario fortemente connotato, capace di correlare e di dare coerenza figurativa all’intera operazione. In particolare è stata prevista una diversificazione e caratterizzazione dello spazio esterno con la creazione di un’area per le attività ludico ricreative di socializzazione: giochi, ballo, teatro, sport. Nel progetto di ENG Group il sistema edificio è concepito sulla base del concetto “energy saving”, dove anche il paesaggio “collabora” con il bilancio energetico complessivo. L’involucro edilizio è pensato come un’interfaccia attiva, un elemento di mediazione tra l’ambiente interno ed esterno, una sorta di macchina regolatrice e sensibile, per ottimizzare e razionalizzare le risorse energetiche e naturali